Rito pasquale

Venerdì Santo: Processione CRISTO MORTO

Di remota tradizione, il rituale pasquale che si svolge a San Mauro Forte è la rappresentazio­ne simbolica e destorificata della morte. Cristo, morto e risorto, li­bera gli uomini dalla precarietà dall'angoscia, inserendoli in una strategia della speranza, essenziale per la continuazione della esistenza ((Luigi M. Lombardi Satriani).
Il tardo pomeriggio del Venerdì Santo, dopo una lunga veglia, detta agonia, durante la quale sono cantate, con l'ac­compagnamento della banda, le parole pronunciate da Cristo in croce, dal Monastero muove una processione ricca di patos e di fascino misterioso.
Apre il corteo l'Addolorata, seguita da Cristo morto (sepolcro) e dal Calvario. Le pregevoli icone lignee sono portate a spai!a esclusivamente da fanciulle che indossano tuniche bianche e scialli neri e da ragazze vestite di velluto raso nero.
La processione, scandita da canti ispirati al mistero della Morte e della Resurrezione e dal suono aspro delle troccole, rudimentali raganelle, percorre le principali strade e sosta In tutte le chiese, ne!le quali sono allestiti i sepolcri, cappelle minori addobbate con tende, veli, tappeti e adorne di zolle di grano germogliato, nei quali è posta la pisside con l'Eu­carestia.
Conclusi i riti, i devoti depositano nei campi e nei vigneti germogli di grano, pegno sacralizzato di abbondante e sicuro raccolto. L'atavico bisogno agrario riceve ulteriore esaltazione dalla simbologia cristiana del pane e del vino.­ 

Data:
16-12-2020